Da Lafayette Street al mondo intero

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on pinterest
Pinterest
Share on telegram
Telegram

Se so che posso vendere 600 pezzi, allora ne produco 400

J.J.

 

James Jebbia, stilista inglese, nato a New York il 22 Luglio 1963.

 

  • 1983     SoHo, ottiene un lavoro in un negozio di skate e vestiti, il Parachute.
  • 1989     Apre il suo primo store (Union NYC) dove vende abbigliamento di vari marchi inglesi.
  • 1991      Lavora e collabora con Shawn Stussy, fondatore dell’omonimo brand “Stüssy”.
  • 1994     Fonda il marchio Supreme e apre il suo relativo negozio a Lafayette Street (NYC).
  • 1995     VOGUE paragona Supreme a Chanel. “Lo Chanel dello streetwear”.
  • 2017     La Carlyle Group compra il 50% del marchio, valutando l’intera società un miliardo di $.
  • 2020    Il marchio conta ben 11 store in tutto il mondo.

 

Questa era una piccola timeline di ciò che il Sig. James Jebbia è riuscito a creare in un arco temporale di circa 30 anni.

 

 

 

 

Un vero e proprio culto.

Il più importante marchio di streetwear al mondo!

 

 

 

 

Lafayette Street

Siamo negli anni 90, decade in cui la cultura dell’hip-hop inizia a spopolare tra i giovani e i grandi marchi fatturano milioni grazie alla vendita di felpe, t-shirt e sneakers di ogni tipo. Lo streetwear nasce proprio con l’intento di emulare i propri idoli, vestirsi come i rapper e gli sportivi del momento, senza dover spendere cifre da capogiro. In questo periodo la cultura dello skate inizia a prendere prepotentemente piede tra i milioni di ragazzini statunitensi.

Supreme si pone fin da subito come qualcosa di diverso, per niente paragonabile al resto delle boutique che in quegli anni erano a SoHo, il quartiere modaiolo Newyorkese. Uno store ideato appositamente per gli skater, un allestimento dei prodotti completamente rivoluzionario con un design stravagante e un grande spazio centrale utilizzato come pista da skate.

Ci stava anche una galleria d’arte internamente…

Fin da subito punto di ritrovo degli skater di tutta la città. Tanto che, le persone estranee allo mondo dello skateboarding, dovevano guadagnarsi l’opportunità per poter entrare a fare shopping.

 

La Strategia di mercato

Ispirato ai lavori di Barbara Kruger, il logo di ‘Preme è oramai unico ed inimitabile. Qualsiasi logo, scritta o color match in quello stile riporta inevitabilmente alla scritta bianca in font Futura Italic su sfondo rosso.

 

Ma cosa lo ha reso tale?

Il marchio Supreme ad oggi è un’icona mondiale,

ma quali strategie di mercato sono state attuate

per far si che questo sia stato possibile?

 

Sin dagli arbori, è stata adottata la tecnica che si utilizza nel mondo dell’alta moda. La creazione e la conseguente vendita di capi costosi destinati ad un pubblico riservato, con la parallela produzione di accessori da dove proviene la maggior parte del profitto.

La strategia del brand Newyorkese sta proprio nel rilascio di piccole quantità di capi, al contrario di qualsiasi altro marchio che mette in “vetrina” le collezioni per intere. I cosiddetti “drop”, online ogni settimana di giovedì mattina alle 11 ora americana.

 

Il fattore hype (termine che si incontra praticamente sempre in casi come questi) gioca un ruolo fondamentale all’interno di questo mondo. Supreme infatti ne fa il punto cruciale di tutto il suo mercato. I pochissimi capi messi in vendita vanno sold out immediatamente, questo crea uno stato spasmodico nei fans del brand, pronti a tutto per accaparrarsi un pezzo del drop settimanale. Fenomeno che ha scaturito a sua volta quello che viene definito come “reselling”, cioè la rivendita del pezzo ricercato a prezzi maggiorati, talvolta impensabili.

 

 

“James ha sfruttato un ingrediente segreto. Supreme è rimasta forte perché è sempre stata dalla parte dei giovani, e i giovani spingono la cultura. Non è una cosa che si può improvvisare“
Harmony Korine

 

 

Infinite sono le file davanti agli store ogni giovedì mattina, presi di mira dai giovani pronti per il rilascio settimanale. Tanto che l’azienda ha chiesto di evitare i camp out notturni (termine per indicare l’accampamento dinanzi ai negozi per mettersi in fila) per evitare problemi con le autorità.

 

Le Collaborazioni

Altro punto forte di Supreme sono state le innumerevoli collaborazioni con i più grandi marchi di moda e le star di tutto il mondo.

Si passa infatti dai grandi colossi come Nike, The North Face, Playboy, Timberland a brand di lusso come Louis Vuitton. I grandi del mondo della moda, dello sport, della musica, del cinema e del fashion sono stati immortalati per poi essere riproposti sui capi del brand di James Jebbia: Kate Moss, Michael Jordan, Morrissey, ecc.. La linea che però ha rivoluzionato il tutto, a detta del fondatore del marchio, è stata quella con Comme des Garçons nel 2012. Jebbia infatti in seguito ha affermato: “penso abbia aperto molte porte, molti occhi!”.

Le continue campagne promozionali fatte in collaborazione con le famosissime celebrità del momento, accrescono l’esclusività e rafforzano il concetto di streetwear. Legato come un vero e proprio culto al brand.

 

 

*Curiosita

L’oggetto più costoso firmato Supreme,

è un baule della collezione Malle Courrier 90

di Louis Vuitton.

Venduto per più di 150 mila dollari!

 

 

Forse in molti non sanno che da qualche anno oramai Supreme si sta impegnando per combattere la contraffazione e tutto il mondo delle imitazioni, che purtroppo attanaglia il settore della moda e non solo. Proprio in Italia, a causa di una mancata registrazione del marchio, un’azienda di Barletta ne ha approfittato per fondare “Supreme Italia”. In gergo si parla di “legal fake”: il font è praticamente identico a quello del brand originale. La disinformazione tra gli acquirenti e i venditori è allarmante, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dei capi originali, tanto che Supreme NYC è in continua lotta per porre fine a questa assurda vicenda.

 

 

 

SUPREME – la formula di un brand di successo!

 

 

 

 

26 anni oramai, dall’apertura del primo store e quelle quattro ruote ne hanno fatta di strada.

Perché ricordiamolo, in fondo tutto è partito da una tavola da skateboard!

Michele Gallipoli

Michele Gallipoli

Compositore, studente presso il Saint Louis College of Music. Musicista fin dalla tenera età, fitness addicted ed appassionato di alta moda.

Ultimi

In primo piano