L’obiettivo numero uno dell’Agenda 2030: sconfiggere la povertà nel mondo

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Il primo obiettivo dell’Agenda 2030 è quello di porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo.

Abbiamo già affrontato, in un articolo precedente, il tema dell’Agenda 2030.

Oggi parleremo del primo obiettivo di sostenibilità: sconfiggere la povertà.

Partiamo dalle basi: che cos’è la povertà?

Si parla di povertà quando si ha un livello di reddito troppo basso per permettere la soddisfazione dei bisogni fondamentali. In queste condizioni non ci si può permettere neanche il minimo necessario per poter condurre una vita dignitosa. “Chi è povero non può permettersi di comprare cibo per sé e per la sua famiglia. Non può garantire un’adeguata istruzione ai suoi figli. Non può permettersi le cure mediche in caso di necessità. E tante, troppe altre cose”. [Actionaid]

Molti di noi potrebbero vederla come una condizione lontana, quasi irreale. Invece la povertà esiste e di povertà si muore.

Il primo obiettivo è quindi un obiettivo molto ambizioso: è possibile secondo voi eliminare del tutto la povertà nel mondo?

La povertà non riguarda solo i paesi del Terzo Mondo, essa è presente anche nei paesi più sviluppati. Tra le cause abbiamo la disoccupazione, i conflitti tra i popoli, i disastri ambientali e, considerando i recenti avvenimenti, aggiungerei le pandemie.

L’Agenda 2030 pone, quindi, i seguenti traguardi da raggiungere nei prossimi dieci anni:

  • Eliminare la povertà estrema per tutte le persone in tutto il mondo, attualmente misurata come persone che vivono con meno di $1,25 al giorno,
  • Ridurre almeno della metà la percentuale di uomini, donne e bambini di ogni età che vivono in povertà, in tutte le sue dimensioni, in base alle definizioni nazionali,
  • Applicare a livello nazionale sistemi adeguati e misure di protezione sociale per tutti,
  • assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i poveri e i vulnerabili, abbiano uguali diritti riguardo alle risorse economiche,
  • Costruire la resilienza dei poveri, e di quelli in situazioni vulnerabili, e ridurre la loro esposizione ad eventi estremi legati al clima e ad altri shock e disastri economici, sociali e ambientali,
  • Garantire una significativa mobilitazione di risorse da una varietà di fonti, al fine di fornire mezzi adeguati e prevedibili per i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, ad attuare programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue dimensioni,
  • Creare solidi quadri di riferimento politici a livello nazionale, regionale e internazionale, basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e attenti alla parità di genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà.

 

L’Italia e il Goal I

Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile peggioramento per quanto riguarda il Goal 1 in Italia, dovuto a un aumento della povertà assoluta e della povertà relativa, che registrano entrambe il valore più alto della serie storica 2005-2017 (rispettivamente, 8,4% e 15,6% della popolazione). Le disparità territoriali sono molto evidenti: quasi la metà (44,4%) degli individui residenti nel Mezzogiorno è a rischio di povertà o esclusione sociale, mentre al Nord il 18,8% della popolazione si trova in tale condizione. [ASviS]

Con la Legge di Bilancio 2019 è stato avviato il Reddito di Cittadinanza (RdC), strumento di sostegno al reddito per i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno.

Tuttavia l’ASviS sostiene che bisogna accompagnare questa pratica con ulteriori misure che riguardano non solo il reddito ma anche servizi per l’avviamento al lavoro, percorsi di educazione e di formazione volti a innescare un circolo virtuoso che riduca non solo l’elevato tasso di disoccupazione, ma anche il tasso dei cosiddetti working poor (persone occupate che si trovano al di sotto della soglia di povertà).

Una particolare attenzione va posta anche nei confronti dei minori, per i quali vanno rafforzate le misure di contrasto alla povertà economica ed educativa, nonché le misure di inclusione sociale, ed è necessario un investimento in infrastrutture, servizi e personale dedicati all’infanzia e all’adolescenza“. [ASviS]

A queste va aggiunta una seria politica di supporto ed empowerment diretta alle famiglie, specie quelle giovani e numerose, che sono maggiormente esposte al rischio di esclusione sociale. Adottando misure di sostegno alla natalità, genitorialità e conciliazione tra vita privata e lavorativa, riorganizzando le numerose agevolazioni e misure di sostegno rivolte ai genitori, attualmente frammentarie e poco incisive. Tutte pratiche volte anche ad evitare  la “fuga” delle giovani generazioni all’estero per cercare migliori opportunità lavorative. “Queste politiche devono sostenere le famiglie prima del parto, e dopo, accompagnando la vita dei nascituri nella prima infanzia, e poi nel percorso di educazione, garantendo l’accessibilità al diritto allo studio e ai servizi educativi a tutti i livelli, dall’asilo nido alle scuole di specializzazione post-universitaria”. [ASviS]

In conclusione, l’intenzione di quest’articolo è quella di sensibilizzare sui temi dell’Agenda 2030 per far sì che tutti siano consapevoli degli obiettivi da raggiungere e si mobilitino per fare del proprio meglio affinchè i traguardi siano raggiunti con successo. Per quanto rigurda il primo obiettivo c’è ancora tanta starada da percorrere sia da parte delle istituzioni che da parte dei singoli cittadini.

Resta solo una domanda da porre: riusciremo a sconfiggere la povertà nel mondo entro il 2030?

 

Un tema strettamente collegato alla sconfitta della povertà è l’eliminazione della fame nel mondo, secondo obiettivo di sostenibilità, ma di questo parleremo nel prossimo articolo.

 

 

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